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Notti bruciate
Un principe si portò un bicchiere di cristallo alle labbra e sorseggiò. Osservava la giovane donna seduta a capotavola, dai lunghi boccoli biondi.
Le sue labbra rosse erano rese sottili dalla sua espressione, mentre giocava con le perle della sua collana.
«Iniziate a non essere giovanissima» le disse il principe. «Per quanto portiate bene la vostra età».
«Vi ringrazio, voi invece sembrate quasi intelligente nascondendo le offese dietro belle parole».
Il principe finse di ridere come a una battuta, indossava un ampio cappello di stoffa con una piuma.
«Ormai siete in età da marito…» s’inserì un consigliere. Diede ordine a uno dei servitori di versargli di nuovo da bere.
Un altro uomo, col viso ricoperto di lentiggini e verruche nere, fece eco: «Ogni giorno qui ne sfilano tanti».
La sovrana inarcò un sopracciglio biondo.
«Dovreste avere un marito al vostro fianco, principessa. Per la vostra sicur…» stava dicendo il principe che aveva parlato per primo.
La principessa afferrò il suo coltello e lo lanciò, trafiggendo il grosso cervo sulla portata principale.
Ghignò e i suoi occhi brillarono. «Non dovete preoccuparmi per la mia sicurezza, so combattere» lo rassicurò.
Si piegò in avanti e iniziò a tagliarsi da sola la carne.
«Ho iniziato a usare la fionda che avevo appena iniziato a camminare. Mio padre era un grande guerriero e non permetterò che il mio regno si inchini a quello di nessun altro, non lo avrebbe permesso».
Il consigliere rabbrividì con una smorfia. «Vostro padre è morto, vostra altezza».
La sovrana lo gelò con uno sguardo.
«Il vostro popolo ha bisogno di alleanze» disse l'altro ospite dalle macchie sul viso. «Sarete anche forte, ma nessun popolo può cavarsela senza scambi commerciali»
«Abbiamo l’alleanza di re Romualdo. Va bene ad entrambi il nome di un re potente e ancora vivo? Che io sappia sa essere più spietato in guerra di quanto lo fosse suo padre in vita».
«I-il marito della strega nera?», il principe impallidì. «Dite sul serio, regina Esmeralda?»
Esmeralda pulì con un fazzoletto ricamato il coltello. «Come vedete, sappiamo benissimo proteggerci in questo piccolo regno». Si raddrizzò la sua corona di metallo, le cui piccole guglie sembravano delle spine.
